L'associazione sportiva Toscana Volo ha intitolato l'aviosuperficie di Grecciano, all'equipaggio del G-222 del 98° Gruppo della 46^ Brigata Aerea, caduto il 10 Luglio 1982 nel bosco di Torsoli (Fi). Trovano sacrificio le vite degli uomini della Brigata, impegnati in un volo antincendio.
Roberto Barsacchi, oggi Vice Presidente della Toscana Volo, ricorda il tragico episodio attraverso il racconto di quando, ai comandi del suo Piper PA-28 I-CELJ appartenente all'Aeroclub di Livorno, si trovava in volo quel pomeriggio e partecipando poi come parte attiva alle operazioni di ricerca e soccorso del velivolo caduto.

Il G-222 "Lupo 84" caduto in missione antincendio (Foto di Roberto Farina)
Con questa splendida giornata prefestiva di luglio, penso che ci saranno molti voli da fare ed è per questo che stamattina sono andato  a prendere il "CELJ" ( così è chiamato familiarmente tra i soci il nosro Piper PA 28/180. Sono arrivato abbastanza presto sull'Aviosuperficie di Stagno, poco prima delle 11  nonostante il tempo perso a Pisa in attesa del rifornimento e dell'autorizzazione al decollo.
Mattinata convulsa per gli arrivi e partenze dei liner a cui si sono aggiunti alcuni charter, per questo grazie alla professionalità ed abnegazione sia degli addetti ai rifornimenti sia dei controllori di torre,  sono riuscito a trovare il tempo di fare il pieno fino al tappo, per poi inserirmi, in un attimo di tregua tra un decollo ed un  atterraggio, e  farmi decollare.

Decollato il più velocemente e corto possibile dalla pista 22 sinistra,  ho virato a sinistra subito dopo la torre per liberare il fondamentale per consentierw gli atterraggi dei voli commerciali, uno dei quali stava già dichiarando di aver raggiunto le 12 miglia dal NDB.
Anche in frequenza si capisce che è una giornata di traffico intenso. Oltre ai velivoli commerciali da e per Pisa ci sono gli attraversamenti lungo costa del QDM fondamentale dei traffici in VFR di cui molti stranieri per l'Elba ed altri sparsi per tutti i CTR a quote e zone più disparate.
Ho chiamato il radar riportando la mia posizione prossima al  finale dell’aviosuperficie  di Stagno, come istruito precedentemente dal controllore dopo i tre minuti canonici di volo e  mi ha risposto il Colonnello

Il sistema "MAFFS" a bordo del G-222
Tino Moja, che tra l’altro è un amico e di turno anche oggi…  ho chiuso le comunicazioni  salutandolo. Eccomi pronto a fare il primo volo del pomeriggio che sono appena le 15. E' possibile così presto perchè oggi non sono andato a casa per pranzo,  perché sono stato ospite di Mauro e di sua moglie Nolita i quali,  insieme ad altri soci con mogli al seguito, hanno deciso di pranzare al campo sotto la tettoia prospiciente il prefabbricato adibito ad ufficio e ad aula.
Nonostante la giornata molto calda, all'ombra, la brezza di 5-6 nodi costante dal mare dà un refrigerio molto gradevole che rende piacevole l'attività conviviale. Pronto al decollo cerco di chiamare l'avvicinamento per informarlo che questo volo lo farò sulla città di Livorno,  ma la frequenza è occupata quasi costantemente; sono veramente molti i traffici sia commerciali che in VFR che rendono il pomeriggio l’esatta fotocopia della mattina… i controllori hanno un bel da fare.
Il G-222 durante una dimostrazione del sistema MAFFS

Finalmente riesco ad inserirmi e posso decollare. In volo la frequenza risulta ancora più intasata perchè ricevo anche,  comunicazioni a tratti di velivoli ai limiti dei CTR di Pisa che a volte nemmeno l'Avvicinamento riesce a sentire e che necessitano del mio apporto per fare da ponte con il controllore.
Il vantaggio di volare con il "CELJ", per me che odio le cuffie  - perchè impediscono di sentire il motore e specialmente d'estate  "bollono" le orecchie -  è quello di avere un cockpit abbastanza silenzioso e ciò agevola la comprensione delle comunicazioni permettendo inoltre,  di parlare con i passeggeri senza alzare troppo la voce.
Visto il guazzabuglio che c'è in frequenza, nei voli successivi, cerco di limitare le mie comunicazioni al minimo, facendo molta attenzione a quelle degli altri traffici per capire quali siano quelli che riguardano la zona e che devo sorvolare. Sono in volo da un quarto d'ora su Livorno città e vorrei andare sulla linea di costa per dirigermi verso sud per far vedere ai miei passeggeri,  il bellissimo lungo mare e la costiera a Sud della "metropoli Labronica" fino a Rosignano Solvay che, per me, non ha niente da invidiare alla tanto decantata costiera Amalfitana. Facendo dei 360 su Antignano, badando di rmanere bene all'interno della linea di costa, aspetto il momento per entrare in frequenza e comunicare all'Avvicinamento l'intenzione di portarmi all'interno verso Collesalvetti da questa posizione. Dopo vani tentativi di comunicare con il radar riesco ed ottenere l’autorizzazione  per la  salita lasciando i mille per raggiungere i 2200 ft AGL, al fine di  sorvolare in sicurezza la sfera che contiene l'antenna del radar sulla sommità del monte La Poggia che è circa 400 metri.
L'idea è stata veramente buona , la quota è raggiunta in 2 minuti e dalle bocchette nell'abitacolo entra aria ancora più fresca che è alquanto gradita data la giornata molto calda e ciò rende il volo ancora più piacevole. I miei passeggeri mi tempestano di domande per riconoscere le zone sorvolate: l'aumento di quota ha allargato di molto l'orizzonte e di conseguenza le mie spiegazioni per cui sono costretto a diminuire il volume dell'altoparlante per farmi capire meglio. Intanto ho superato il radar da un minuto sto per scendere di nuovo a 1000 Ft ground quando sento in frequenza a tratti e molto piano " Pisa.... ventidue...... tato.... figlina..... arno...." zittisco i mie passeggeri che spaventati mi chiedono cosa succede: "Tranquilli a noi nulla", dico mentre alzo il volume dell'altoparante. Per un momento entra violenta la coda di una comunicazione in corso aggiusto di nuovo il volume ed ecco ancora lontano ma non più a tratti "Pisa G222 antincendio è caduto a figlina valdarno": è un colpo allo stomaco anche i passeggeri hanno sentito e ammutoliscono mentre aspetto la risposta di Pisa noto la frequenza meno affollata evidentemente hanno sentito anche gli altri. Pisa continua ad operare e sembra non aver ricevuto. Passata un manciata di secondi che sembrano un'eternità mi faccio coraggio  "la stazione che chiama Pisa ripeta il messaggio questo è india lima juliet che vi farà da ponte" immediatamente arriva la risposta ancora più forte e perfettamente comprensibile evidentemente sta rifacendo quota: "questo è il Piper della Regione il G222 antincendio ha urtato il suolo a figlina valdarno" nell'eccitazione del momento il pilota della Regione ha sbagliato il nome della località che è Figline Valdarno. "Pisa da lima juliet l'aereo della regione dice che il G222 antincendio ha urtato il suolo a Figline Valdarno" "chiedigli se è sicuro e se ha notizie dell'equipaggio" arriva l'immediata risposta dell'Avvicinamento con la voce di Tino che riconosco anche se alterata. "Siamo sicuri per l'equipaggio non lo sappiamo" risponde immediatamente il piper che ha fatto quota quanto basta per essere ricevuto da Pisa. Infatti risponde direttamente Tino "ricevuto. a tutte le stazioni in frequenza mantenere il silenzio radio. richiameremo noi". Tutto si è svolto in pochi minuti e non ho fatto molta strada tanto è vero che sto sorvolando, ancora a 2200 Ft, Ponsacco viro di 180 e comincio a scendere per un lungo finale 26 di Stagno ed atterro in brevissimo tempo mentre in frequenza sento che Pisa sta coordinando i soccorsi con il Piper della Regione. Abbiamo sospeso la nostra attività di volo per il resto del pomeriggio ed ora sono qui al tramonto sul piazzale dell'aerostazione G. Galilei e sto mettendo i tacchi al CELJ visto che sulla nostra aviosuperficie non abbiamo ancora l'hangar.
Venendo a Pisa sono atterrato per 04 ed ho liberato al primo raccordo utile. Rullando sulla sussidiaria sono passato a fianco delle piazzole dei G 222  del 98° Gruppo ed ho provato una fitta al cuore pensando che questa sera una di esse rimarrà vuota in attesa del gigio "Lupo 84" e del suo Equipaggio, caduto in una missione di protezione civile, che non tornerà più.




Roberto Barsacchi

 

 

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