Il simulatore di volo è una sofisticata apparecchiatura che riproduce il pilotaggio di un aereo nel modo più vicino alla realtà.
Nel corso dell'ultimo decennio, l'impiego del simulatore è divenuto di primaria importanza perchè ampiamente usato ai fini dell'addestramento civile e militare nonchè per lo sviluppo delle tecnologie da parte dell'industria aeronautica.
Nel mondo del videogames il simulatore di volo ha rappresentato uno dei primi programmi di sviluppo ed è per questo che oggi, gli ottimi risultati raggiunti a livello di qualità grafica e professionale, si avvicinano molto alla realtà.
La simulazione oggi non si limita soltanto al pilotaggio di un aereo bensì al controllo del traffico A.T.C.; oltre che volare on-line, si piò gestire anche il traffico aereo on-line.
Aattraverso un collegamento internet con provider di IVAO e VATSIM, il pilota vola in tutto il globo confrontandosi direttamente con altri giocatori che assumono il ruolo di controllore di volo, guidandolo attenendosi scrupolosamente alle reali regole dell'aria.
La storia di Flight Simulator
Nella metà degli anni '70 Bruce Artwick era uno studente di Ingegneria Elettrica all'University of Illinois a Champaign (cittadina non lontana da Chicago) appassionato di volo e di informatica (che era agli albori). Nel 1975 si laureò scrivendo una tesi che coniugava i suoi due interessi principali: era intitolata "A versatile computer-generated dynamic flight display"; dopo la laurea continuò ad ampliare le sue conoscenza nell'analisi della realtà virtuale applicata alla simulazione di volo. Con l'uscita dei primi microcomputer (gli Apple) Artwick ebbe a disposizione una piattaforma economica e versatile e iniziò a programmare un primo esempio di simulatore di volo; le difficoltà furono veramente molte e quasi tutte legate alla scarsa potenza di elaborazione che non permetteva la gestione in tempo reale dei modelli di volo che Bruce voleva implementare. Nel 1978 la commercializzazione del processore 6800 segnò un passo importante per l'informatica e anche per Artwick, il quale ideò un sistema per sfruttare al meglio tutta la potenza dalla nuova macchina in modo da riuscire ad ottenere in tempo reale sia il calcolo delle equazioni di volo, sia la gestione della grafica.
Il progetto stava prendendo forma e stava nascendo il primo simulatore di volo per personal computer della storia. Artwick (che voleva rimarcare soprattutto l'intento di essersi basato su modelli fisici per gestire le dinamiche dell'aereo) non scelse nomi esotici per il suo prodotto, ma lo chiamò semplicemente "Flight Simulator" (abbreviato da sempre in "Fs"). Di quel progetto (che nel '78 era ancora poco più che una demo della grafica e delle potenzialità che erano in via di sviluppo) non restano che qualche racconto e qualche brandello di codice, ma piace riferirsi a questo come al Flight Simulator 0 (Fs0). Sempre in quell'anno decise di fondare una piccola ditta assieme a Stu Moment (il suo istruttore di volo), con lo scopo di commercializzare e promuovere il simulatore che era in sviluppo; Bruce si occupava della programmazione, Moment della "consulenza tecnica" sulle problematiche del volo. Era nata la SubLOGIC.
Prendendo come piattaforma i nuovi Apple II (con processore 6502), Artwick preparò nel Gennaio del 1980 la prima versione "giocabile" del suo prodotto, seguita subito dopo da una versione alternativa e ridotta (non aveva il pannello strumenti) per TRS-80. Più che di un simulatore di volo si trattava in realtà di un "giochetto" di aerei: benché le dinamiche fossero basate su modelli fisici, lo scopo non era tanto quello simulare voli civili (come Fs ci ha abituati oggi), quanto quello di combattere. Si può dire che Fs1 fosse una sorta di Combat Flight Simulator: era stato programmato uno "scenario" formato da una scacchiera di 8x8 caselle (ciascuna con circa un chilometro di lato); un fiume la divideva a metà delimitando un'area alleata e un'area avversaria; ciascuna aveva 2 aeroporti, alcune basi logistiche, depositi di carburante, ecc... il tutto era ambientato al tempo della prima guerra mondiale. Lo scopo del gioco era quello di ingaggiare combattimenti aerei e bombardare le installazioni nemiche sulla sponda opposta, difendendo le proprie basi. Del simulatore che conosciamo c'era però già l'idea della "libertà", ossia non si era vincolati da un preciso piano d'azione o da precise mosse, ma si poteva adottare qualunque strategia e si aveva libertà di movimento ovunque sullo scenario fornito.
Flight Simulator piacque parecchio agli utenti (ancora in numero molto ristretto...) e acquistò notevole risonanza tra gli appassionati di videogiochi. Ne uscirono diverse versioni fino all'82, ognuna sempre più completa (in particolare il pannello strumenti acquistava sempre più "indicatori") e sempre più ottimizzata (era veramente un'impresa far compiere tutte quelle operazioni a processori così poco potenti). La grafica era wire-frame, con una risoluzione di 320x200 in 4 colori; il prodotto veniva venduto su cassetta!
La nascita di Flight Simulator avviene nel 1982 e si presentava con si presentava con una grafica a 4 colori alla risoluzione di 320x200 (wire frame), ed era stato disegnato l'intero territorio nord americano e mappato con un particolare sistema di coordinate atto ad accelerare al massimo i calcoli sulla posizione.
Nella Simulazione era disponibile un unico velivolo, il Cessna 182RG e si poteva volare sui cieli di Chicago, Los Angeles, New York e Seattle; in totale c'erano una ventina di aeroporti rudimentali. Esisteva soltanto la vista "cockpit" (però si poteva ruotare la visuale nelle 9 direzioni cardinali); il pannello era rudimentale, ma disponeva già degli 8 strumenti analogici e di alcuni strumenti digitali (permetteva anche una prima banale simulazione di volo IFR, visto che c'erano i 2 apparati NAV per captare i segnali VOR). Era stata implementata anche una funzione denominata "Slew" che permetteva di muoversi all'interno dello scenario senza volare.
Un anno dopo, nel 1983, la casa "SubLOGIC" pubblicò Flight Simulator II, la trasposizione del prodotto per Microsoft su architettura Apple Lisa.
Rispetto alla versione per PC il motore grafico funzionava a 6 colori e con solidi pieni (non più in wire frame). Questo comportava un notevole appesantimento del sistema, ma certamente la resa era decisamente migliore. Gli scenari erano fatti molto meglio, più ricchi di strade, edifici, fiumi e c'era anche qualche rudimentale montagna (oggetti solidi piramidali). Le 4 aree erano state arricchite di molti aeroporti che ora erano circa 80. Era stato aggiunto anche un Piper che poi non trovò riscontri nelle versioni future. Alla fine dello stesso anno uscì Microsoft Fs2; a sua volta questa era una trasposizione su architettura Intel del FsII: questa volta, sfruttando i processori CPU 8086 (dei PC compatibili) con la loro maggiore frequenza di clock, era infatti possibile avere la grafica a 6 colori, i poligoni riempiti e lo scenario di più dettagliato.
Dopo una anno di pausa nel 1986 si tornò a parlare di Flight Simulator: FsII era stato portato su due nuove piattaforme, l'Atari ST e in particolare l'Amiga. Questi nuovi computer, più potenti dei loro predecessori permettevano alcuni miglioramenti importanti al prodotto: la risoluzione era stata portata a 320x240 in ben 16 colori, erano stati aggiunti i menu (ancora statici) e le visuali multiple, ossia la Spot View, la Tower View e la Map View (quella che oggi è chiamata la Top Down View). Ancora meglio, era possibile avere ben 2 finestre tridimensionali contemporanee e una bidimensionale (la map view) sullo stesso monitor. Era stato aggiunto il primo autopilota (che si comandava interamente da menu), migliorati i sistemi di navigazione con l'aggiunta dell'ADF e lo scenario vedeva ora una quinta area, quella di San Francisco, la più grande, con ben 40 aeroporti (il totale era quindi salito a 120). Ma in generale tutte le aree erano state risistemate, con nuovi edifici, ponti, strade, ecc., a dire il vero solo gli aeroporti avevano un aspetto decisamente rudimentale (alcuni erano ereditati dalla prima versione senza la minima modifica), il resto era più che accettabile. Gli aerei erano 2, il Cessna 182RG e il Learjet 25G.