Dopo circa undici anni dall'ultimo decollo dei Tornado F-3 ed il successivo trasferimento del 21° gruppo del 53° Stormo a Gioia del Colle, la base aerea di Cameri torna al centro della massima attenzione.
Definita dagli storici come "la culla dell'Aeronautica Militare", l'aeroporto militare di Cameri con il 4 Ottobre 2009 compie cent'anni.
Era proprio il 1909 quando nelle campagne poco fuori la città di Novara, venne fatto il primo solco per dare vita al progetto dell'architetto francese Thouvenot per la costruzione di un aeroporto militare, divenuto in pochissimi anni sede della prima scuola di volo.
Sin dai primi del '900 da questo aeroporto hanno spiccato il volo le prime giovani acquile italiane, divenuti "ASSI" della caccia in seno ai reparti volo della Regia Aeronautica ed impiegati nel primo conflitto mondiale.
Grazie ad amicizie molto influenti nell'alta società genovese, Thouvenot riesce a coinvolgere Giuseppe Gabardini che proprio sull'aeroporto di Cameri, fonda le officine "Costruzioni Aeronautiche Novaresi" all'interno delle quali viene dato il via alla linea di produzione di velivoli come il Gabardini 80 CV - detto Gabarda - .
Con questo velivolo nel 1914 viene compiuta una delle più -
grandi imprese aeronautiche di quel tempo, come la transvolata delle Alpi del 1914, che vede protagonista il pilota italiano Achille Landini decollare da Cameri alla volta della Svizzera e con passeggero a bordo.
Ripercorrendo le tappe storiche dell'aeroporto di Cameri, possiamo facilmente apprendere che sono molti gli avvenimenti aeronautici che nel corso del tempo hanno determinato il suo prestigio in rapporto anche al suo continuo sviluppo.
Gli anni '30 infatti, vedono una crescente attività produttiva delle officine aeronautiche che man mano si insediano a Cameri, ma con l'inizio del secondo conflitto mondiale tutta la produzione si ferma.
Con l'occupazione tedesca del 1943, l'aeroporto di
Cameri viene preso dalla Lufthwaffe e data la sua posizione strategica, la struttura viene potenziata con la cotruzione delle piste in asfalto e di alcuni edifici utilizzati per tutta la durata del conflitto. Dopo il 1945 con il termine della grande guerra, la Lufthwaffe si ritira e progressivamente lascia anche Cameri permettendo così all'Aeronautica Militare di rientrarne rientra in possesso e dare il via ai lavori per la ricostruzione.
Nelle foto sopra si ritraggono alcuni velivoli storici dell'Aeronautica Militare custoditi nel museo all'aperto sull'aeroporto di Cameri. Dall'alto il famoso Grumman e a seguire da sinistra il Piaggio P-166 e l'Agusta A47J
Nelle foto sopra da sinistra l'Eurofighter del 36° Stormo durante la sua display in volo, il T-6 Texan un Amx ed un F-104 ASA-M apparteneti al museo statico dello stormo.
Il secondo dopoguerra con la costutizione nel 1960 della 2^ Aerobrigata, Cameri ospita uno dei reparti da caccia che rappresentano oggi la storia dell'acrobazia italiana enonchè le origini delle Frecce Tricolori ; sono i famosi LANCERI NERI a popolare le linee di volo dell'aeroporto novarese che equipaggiati con sei North American F-86 Sabre, colorano i cieli della nazione con il primo tri colore.
Con il 1 aprile del 1967 un nuovo significativo avvenimento afferma l'importanza della base aerea considerato che si ricostituisce sull'aeroporto di Cameri il 53° stormo caccia intercettori equipaggiato con i primi velivoli F-104 G Starfighter. Le tigri del 53° hanno solcato i cieli del nord Italia a
difesa del territorio nazionale per molti anni ; dall'F-104G le linee di volo hano visto il susseguirsi di mutamenti con l'F-104 S, ASA ed ASA-M prima di passare nel 1997 al TORNADO ADV - Air Defence Variant - .